Squalo bianco: miti e realtà del grande predatore marino
Dati verificati sullo squalo bianco (Carcharodon carcharias): biologia, attacchi reali, ruolo ecologico e stato di conservazione secondo l'IUCN.

Poche specie portano con sé tanto peso culturale quanto lo squalo bianco (Carcharodon carcharias). Dall’uscita di Lo squalo nel 1975, la sua immagine si è fissata come quella di un mostro che tende agguati ai bagnanti. La realtà, sostenuta da decenni di ricerca, è piuttosto diversa: parliamo di un predatore apicale, longevo, raro e classificato come Vulnerabile (VU) dall’IUCN.
In questo articolo distinguiamo ciò che sappiamo per evidenza da ciò che abbiamo ereditato dal cinema.
Identificazione: com’è davvero uno squalo bianco
Lo squalo bianco è il più grande pesce predatore attivo del pianeta. Gli adulti misurano di solito tra 4 e 6 metri, con le femmine più grandi dei maschi. Il record affidabile documentato si aggira intorno ai 6,1 metri, anche se circolano cifre gonfiate senza verifica.
Il peso va da 680 a 1.900 kg negli esemplari adulti. Il corpo fusiforme, il dorso grigio ardesia e il ventre bianco puro gli offrono un camuflage per contrasto: dal basso si confonde con la luce della superficie; dall’alto, con il fondale scuro.
Altre caratteristiche chiave:
- Denti triangolari e seghettati fino a 7,5 cm, disposti in diverse file di ricambio.
- Endotermia regionale: mantiene muscoli e cervello fino a 14 °C sopra l’acqua circostante.
- Longevità stimata in oltre 70 anni, secondo lo studio di Hamady et al. (2014) pubblicato su PLOS ONE con datazione al carbonio-14.
Habitat e distribuzione: dove vive davvero
Lo squalo bianco è una specie cosmopolita di acque temperate e subtropicali. Si trova lungo le coste del Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, California, Messico (isola di Guadalupe), nord-est degli Stati Uniti e nel Mediterraneo.
Sì, anche nelle acque spagnole. Ci sono segnalazioni storiche alle Baleari, a Cartagena e nello stretto di Gibilterra, anche se gli avvistamenti sono molto rari. La spedizione di Alnitak nel 2018 ha confermato un esemplare vicino a Cabrera, primo avvistamento documentato nel Mediterraneo occidentale da decenni.
Si muove tra la superficie e i 1.200 metri di profondità, con migrazioni transoceaniche di migliaia di chilometri. L’esemplare soprannominato Nicole ha percorso 20.000 km tra Sudafrica e Australia in nove mesi.
Alimentazione e comportamento: cosa mangia e come caccia
La dieta cambia con l’età. I giovani (fino a circa 3 metri) si nutrono soprattutto di pesci ossei, razze e altri squali. Superata quella taglia, la dentatura si adatta e iniziano a predare mammiferi marini: foche, leoni marini, delfini e cetacei spiaggiati.
La tecnica di caccia più studiata è l’attacco verticale ascendente: individua la preda in superficie dal fondo e risale a grande velocità, uscendo anche dall’acqua (breaching). È stato documentato soprattutto a False Bay, in Sudafrica.
Sulla riproduzione si sa meno di quanto sembri. È ovoviviparo: gli embrioni si sviluppano nel corpo della femmina e praticano l’ovofagia (mangiano uova non fecondate). La gestazione dura circa 11 mesi e le cucciolate vanno da 2 a 10 piccoli di circa 1,2 metri alla nascita.
Attacchi agli esseri umani: i numeri reali
Qui è dove il mito crolla. Secondo l’International Shark Attack File (Università della Florida), nel 2024 sono stati registrati 47 morsi non provocati nel mondo, da tutte le specie di squalo combinate. Del totale annuo, lo squalo bianco è di solito coinvolto in 5 a 10 incidenti, con una media di 5 a 6 decessi globali all’anno per tutte le specie insieme.
Per confronto: i cani uccidono più di 25.000 persone all’anno nel mondo (OMS). Le api provocano più morti annuali degli squali in paesi come gli Stati Uniti.
L’ipotesi maggioritaria tra ricercatori come il Dott. Peter Klimley è quella del morso esplorativo: lo squalo non riconosce l’essere umano come preda abituale e, dopo il primo contatto, di solito lo lascia andare. Questo spiega perché molte vittime sopravvivono nonostante lesioni gravi.
Stato di conservazione: perché preoccupa
L’IUCN classifica lo squalo bianco come Vulnerabile (VU) dal 1996, con una tendenza demografica in calo. È incluso nell’Appendice II della CITES, che regola il suo commercio internazionale, e nelle Appendici I e II della Convenzione sulle specie migratrici.
Le minacce principali:
- Cattura accidentale (bycatch) negli attrezzi da pesca rivolti a tonno e pesce spada.
- Pesca sportiva e commercio illegale di denti e mascelle.
- Reti anti-squalo sulle spiagge di Australia e Sudafrica.
- Inquinamento da metalli pesanti che si accumulano per biomagnificazione.
Si stima che rimangano tra 3.000 e 5.000 esemplari adulti riproduttori a livello globale, anche se i censimenti sono difficili per la natura migratoria della specie. Come predatore apicale, la sua scomparsa destabilizza intere catene trofiche, uno schema simile a quello osservato con altri grandi carnivori marini come la balena azzurra.
Curiosità verificabili
- Non sopravvive in cattività. Il Monterey Bay Aquarium ha mantenuto un giovane per 198 giorni nel 2004, record attuale. Gli adulti rifiutano il cibo e sbattono contro le pareti dell’acquario.
- Rileva i campi elettrici di 0,000000005 volt grazie alle ampolle di Lorenzini, utile per localizzare prede nascoste nella sabbia.
- Il suo morso esercita una pressione stimata di 1.800 kg/cm², secondo i modelli di Wroe et al. (2008).
- Può restare senza mangiare per diverse settimane dopo una preda grande, grazie alle riserve di olio nel fegato.
FAQ
Lo squalo bianco rischia l’estinzione? È catalogato come Vulnerabile dall’IUCN, un gradino prima di “In pericolo”. Non è un’estinzione imminente, ma la sua popolazione sta diminuendo.
Ci sono squali bianchi nel Mediterraneo? Sì, è una popolazione residente anche se molto scarsa. Gli avvistamenti confermati sono eccezionali.
Perché attacca i surfisti? La sagoma di un surfista sdraiato sulla tavola, vista dal basso, ricorda quella di una foca. I ricercatori parlano di confusione di identità, non di caccia deliberata.
Quanto vive uno squalo bianco? Più di 70 anni secondo le recenti datazioni al carbonio-14, il che lo rende uno dei pesci cartilaginei più longevi.
Si può fare immersione con gli squali bianchi? Sì, in gabbia, in siti come l’isola di Guadalupe (Messico), Gansbaai (Sudafrica) o Port Lincoln (Australia), sempre con operatori autorizzati.



